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E se Gesù non fosse stato molto bravo come falegname?

Oppure se non gli fosse piaciuto ma dovette farlo comunque?

La Bibbia dice molto poco sulla vita di Gesù fino a pochi anni prima della Sua morte alla croce. Questo vuol dire che quegli anni non erano importanti?

Al contrario, questo periodo che Lui trascorse in situazioni ordinarie, come quelle che noi affrontiamo ogni giorno, fu determinante per Gesù per svilupparsi e lottare contro i desideri e le tendenze peccaminose che Lui aveva ereditato assumendo carne e sangue.

Viene comunemente assunto che Gesù fosse un falegname mentre cresceva, come Suo padre Giuseppe prima di Lui. Con quello che sappiamo di Gesù e della vita che condusse, possiamo presumere che fosse molto facile lavorare con Lui e che fosse un lavoratore diligente.

E se Gesù semplicemente non fosse stato bravo nel Suo lavoro? E se il suo lavoro non avesse dato i risultati previsti e fosse tentato allo sconforto e all’irritazione, esattamente come al resto di noi? E se a Gesù non fosse piaciuta la falegnameria e dovette farlo ugualmente?

Le stesse nostre situazioni

Non ci sono passaggi nella Bibbia che ci raccontino delle abilità di Gesù come falegname, il che va bene perché quel dettaglio non è veramente importante. Quello che è importante sapere è quello che leggiamo di Gesù in Ebrei 4:15: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poichè egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.” Sappiamo da questo che Gesù attraversò le nostre stesse situazioni, incluso sul posto di lavoro, senza cedere al peccato. Lui è stato tentato all’irritazione e all’impazienza. È stato tentato allo sconforto e alla frustrazione. E non cedette.

Una parte importante del lavoro di Gesù era di umiliare sé stesso. Possiamo leggere in Filippesi 2:5-8: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente,  ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo,  divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.” Quindi, nonostante Lui fosse il figlio di Dio, era ancora disposto ad accettare compiti che potevano essere stati difficili, sporchi e sgradevoli.

Che cosa vuol dire questo per me?

Forse non mi piace il mio lavoro. Forse non vado d’accordo con il mio capo e i miei colleghi. Vuol dire questo che non ho altra scelta che essere triste e amareggiato quando vado a lavoro ogni giorno? Assolutamente no! Posso comunque trovare pace e felicità! “Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perchè questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di noi.” 1 Tessalonicesi 5:16-18.

“Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perchè questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di noi.”

Quando condivido la stessa attitudine che aveva Gesù, che posso essere  grato e servire gli altri in tutte le situazioni in cui mi trovo, allora la vita diventa una gioia – indipendentemente dalla mia posizione. Se ho l’atteggiamento che sarò felice solamente quando otterrò quella promozione, o solamente se non devo più lavorare con questo collega, allora resto costantemente con il volere di più. Nulla mai mi soddisfa.

Come uso ogni giorno lavorativo?

Trascorriamo molto tempo sul posto di lavoro. Questo però non è semplicemente tempo che trascorre senza alcuna implicazione sulla mia vita cristiana. Quando sono a lavoro vedo molto della mia volontà e delle mie tendenze al peccato. Vedo orgoglio, ira e impazienza. Queste possono sembrare “piccole cose” che non importano tanto nella visione d’insieme. Il culmine di queste piccole decisioni apre la strada che percorrerò nella mia vita.

Non posso entrare nello sviluppo a meno che io non riconosca qualcosa in me che deve essere sviluppato. Questa è un’attività giornaliera – vera per ogni situazione in cui mi trovo. Se so che devo sviluppare la mia pazienza, è un’occasione per me quando sono tentato all’impazienza a lavoro.

Quando decido di seguire la vita che condusse Gesù, ho l’opportunità di essere trasformato giorno per giorno, in tutte le situazioni della vita. Rimanendo saldi e fedeli a questo obbiettivo, l’ ‘io’ che si lamentava sempre, che si sentiva scoraggiato e che litigava sul posto di lavoro sarà eliminato e rimpiazzato da una versione completamente nuova di me stesso che può diffondere amore, pace e gioia ogni giorno.

 

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