Il fuoco di Pentecoste

Il giorno di Pentecoste i discepoli furono battezzati con lo Spirito Santo e col fuoco. Il fuoco serve a conservare l’unità.

Scritto da Aksel J. Smith
Il fuoco di Pentecoste

«Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati;  e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.  Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.» Atti degli apostoli 3,41-42.

La prima chiesa andava ogni giorno assieme al tempio. Rimasero assieme in un unico spirito contro le forze spirituali della malvagità. Questo era il primo amore che bruciava nei loro cuori. Nel corso dei secoli le persone erano state preda di Satana, ma dovette cedere il passo davanti al fuoco della Pentecoste.

I predatori restano lontani dal fuoco

Quando bisogna proteggersi dai predatori nella foresta, si accende il fuoco. I predatori sono in agguato nella giungla restando ad adeguata distanza. Se si alza il fuoco, si ritirano di qualche passo. Se si abbassa la fiamma, si spingono di nuovo avanti di qualche passo, e si avvicinano passo dopo passo man mano che il fuoco diminuisce. Chi è più lontano dal fuoco, ai bordi, diventa la prima preda dei predatori. Quando il fuoco è completamente spento, tutti sono esposti ai predatori. Lo stesso avviene pure con la chiesa del Dio vivente.

In Atti degli Apostoli 6,1 sta scritto che quando il numero dei discepoli si era moltiplicato, gli ellenisti mormorarono contro gli ebrei. Qui vediamo quanto velocemente si iniziassero a sentire i predatori tra coloro che erano ai bordi della prima chiesa. Nel capitolo 20,28-29 Paolo dice: «Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue. Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge.»

Paola esorta qui duramente gli anziani a guardare il gregge da questi lupi rapaci. In questo non ci si può risparmiare. È infatti il gregge di Dio ad essere in gioco, il gregge che Gesù ha vinto col proprio sangue. Qui si deve amare Cristo più di questi. Giovanni 21,15-17.

Nel nucleo centrale brucia sempre un fuoco di Pentecoste

Il nucleo centrale della prima chiesa era invincibile per Satana, perché nel singolo bruciava il fuoco di Pentecoste fino al giorno della loro morte. Anche oggi i predatori sono in agguato intorno alla chiesa del Dio vivente, e a volte è possibile sentire il mormorare e il ruggire ai bordi e in periferia. Ma anche oggi c’è un nucleo centrale nei cui cuori brucia vivamente il fuoco di Pentecoste e lì Satana non ha alcun potere. Pertanto ognuno deve affrettarsi ad andare verso il centro, dove il fuoco brucia di più.

Affinché il fuoco bruci è necessario che sia sempre alimentato con la propria vita.  Il fuoco di Pentecoste è quindi spento nei loro cuori dove manca il profondo riconoscimento del proprio essere. Loro hanno solo ricordi di un meraviglioso battesimo con lo spirito santo, e i predatori, anche se in veste da pecore, dominano  in tali assemblee.

Il fuoco di Pentecoste deve bruciare. Sono necessari degli accorati incontri di preghiera. Tutto il male in noi deve cessare. Cerchiamo di stare in guardia dal rompere la comunione coi santi, perché allora sarà finita per noi. Solo come membro del corpo, nella profonda comunione con gli altri membri, siamo in grado di crescere la crescita del corpo verso colui che è il capo. Solo nel corpo c’è la pienezza di Cristo. Cerchiamo di essere come il nucleo centrale nella prima chiesa, coloro che hanno preferito andare al rogo piuttosto che peccare.
Estratto da un articolo pubblicato sulla rivista della chiesa «Skjulte Skatter» (Tesori Nascosti), gennaio 1938  Copyright Stiftelsen Skjulte Skatters Forlag

Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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