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Perché Gesù doveva imparare l’obbedienza?

Gesù avrebbe potuto peccare? Perché questa domanda è di fondamentale importanza per i cristiani?

Ci sono molte controversie e dibattiti riguardo alla persona, la natura e il ruolo di Gesù Cristo. Forse è meglio vedere cosa dice la Bibbia che è in effetti molto chiara.

Gesù è stato tentato in ogni cosa come noi

“Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato.” Ebrei 4:15.

Come siamo tentati? “Invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.” Giacomo 1:14. Tutti noi desideriamo fare la nostra volontà (il peccato nella carne) e siamo tentati a farlo. Gesù è stato tentato come noi, il che significa che anche lui aveva questo desiderio, perché partecipò volontariamente alla stessa carne nostra. Tuttavia, non cedette mai a questi desideri, per cui la sua tentazione non ha mai concepito ed è stata quindi “senza peccato” – Gesù non ha mai commesso peccato.

Gesù aveva la sua volontà, che negò

“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta.” Luca 2:42.

Gesù pregò che venisse fatta la volontà di Dio piuttosto che la sua, perché questa volontà era in contrasto con la volontà di Dio. Se avesse seguito la sua volontà, avrebbe dovuto disobbedire a Dio. Tuttavia, come sempre, è stata fatta la volontà di Dio nel corpo di Gesù e il risultato è stato che ha vinto il peccato e che noi abbiamo ricevuto la possibilità di essere salvati!

Gesù si è umiliato ed è divenuto simile agli uomini

“Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 

trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce.” Filippesi 2:5-8.

Potresti pensare che l’ultimo atto di umiltà fosse quando Gesù svuotò se stesso e nacque sulla terra come un essere umano. Ma qui sta scritto che lui si umiliò come un uomo. Questo era perché come essere umano aveva una volontà che era in contrasto con la volontà di Dio e che doveva essere negata e crocifissa. In altre parole, anche se aveva avuto l’opportunità, Gesù non peccò mai e Paolo continua scrivendo: “Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome…” Filippesi 2:9-11.

Gesù dovette combattere e obbedire per essere salvato dal peccato e dalla morte

“Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche a colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì.” Ebrei 5:7-9.

La morte è il salario del peccato. Per essere salvato dalla morte, Gesù dovette combattere e negare le sue inclinazioni naturali. Dovette imparare ad obbedire alla volontà di Dio perché aveva una carne, la sua volontà. Questo lo portò a soffrire nella carne, ma facendo così lui vinse tutti i peccati. Adesso siamo chiamati a fare lo stesso. (1 Pietro 4:1-3)

Gesù ci dice di seguirlo sulla via della rinuncia a se stessi

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 

Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà.” Matteo 16:24-25.

Gesù disse che dobbiamo venire dietro a lui, il che significa che dobbiamo andare la stessa via che ha percorso lui. Lui stesso dice che questa è la via della rinuncia a se stessi – della rinuncia alle passioni e ai desideri nella carne con cui sono nate tutte le persone, incluso Gesù, e di metterli a morte sulla croce che portiamo. Se continuiamo a seguirlo su questa via, finiremo lì dov’è lui.

Gesù era “come i suoi fratelli”

“Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo. Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo. Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.” Ebrei 2:14-18.

Gesù era come noi. Non simile a noi, non con alcuni privilegi speciali, non con qualcosa in aggiunta o qualcosa di meno. No, lui era fatto come ai suoi fratelli in tutte le cose. Questo includeva l’essere tentato – come ai suoi fratelli, dunque dalla stessa fonte, dai piaceri e dai desideri nella sua carne. Nella forza dello Spirito di Dio, Gesù è stata la prima persona a vincere tutti i peccati nella carne. Così facendo ha aperto per noi una via da seguire. Essendo stato tentato, lui conosce la via d’uscita e ci ha mandato lo Spirito Santo per guidarci e rafforzarci.

Il fatto che il nostro Salvatore sia Cristo, manifestato nella carne – Gesù di Nazareth, il Figlio dell’uomo – significa che la salvezza non viene soltanto mediante il perdono dei peccati commessi, ma ancora di più seguendolo sulla via della rinuncia a se stessi, la via che lui ha aperta, divenendo così completamente trasformati secondo la sua immagine. È stato un essere umano ad aprire questa via, e sono esseri umani a seguirlo. Noi siamo suoi fratelli!

 “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.  E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’egli è puro.” 1 Giovanni 3:2-3.

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