La terza croce: Prendere la nostra croce giornalmente come discepoli

Prendendo la seconda croce abbiamo smesso di servire il peccato con la nostra mente. Questo deve operare in noi se vogliamo ricevere la grazia di vivere una vita che è nascosta con Cristo in Dio, che entra in vigore con la terza croce. (Colossesi 3:3-4) Quando è attiva la seconda croce, lo Spirito Santo viene a noi e scrive leggi e comandamenti nei nostri cuori e nelle nostre menti  – leggi che ci liberano dal fare la nostra propria volontà; leggi che vanno oltre le opere manifeste della carne. (Galati 5:19-21)

In obbedienza allo Spirito, prendiamo su di noi la terza croce, che è la croce di cui parla Gesù in Matteo 16:24 e Luca 9:23. “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.” Luca 9:23. L’esortazione di Gesù comporta una profonda salvezza, molto più che ricevere il perdono per i peccati commessi (la prima croce) e deporre i peccati consapevoli (la seconda croce). Questo è tutto quello di cui consiste un discepolato genuino. Attraverso questa croce prendiamo parte a Cristo, che è la sapienza di Dio, col risultato che siamo resi conformi all’immagine di Gesù. (1 Corinzi 1:21-25; Filippesi 3:7-11)

Paolo scrive dell’incontrare la legge del peccato nelle nostre membra che va contro la volontà di Dio. (Romani 7:22-23) Questa inclinazione al peccato è anche chiamata “peccato nella carne” o “la mia volontà” ed è anche presente in un credente convertito che ha ricevuto il perdono e che ha smesso di commettere peccati manifesti. Questo è ciò che Giovanni intende quando dice che in tutti noi c’è peccato. (1 Giovanni 1:8) Paolo, che aveva la mente per seguire Cristo, trovò che questa legge era attiva nelle sue membra e gridò, “Me infelice!  Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:24. Immediatamente dopo fornisce la risposta: “Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.  Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.” Romani 7:25. La risposta sta nel guardare come lo fece Gesù.

La nostra “volontà propria” (o vita propria) è il peccato nella carne che tutti noi abbiamo ereditato. Come uomo, Gesù ereditò anche questa volontà propria e fu tentato, ma la sua ferma decisione dall’inizio fu “Non la mia volontà, ma la tua sia fatta!” (Luca 22:42; Ebrei 4:15; Ebrei 10:5-7) Lui dovette imparare l’obbedienza, perché anche lui aveva una natura umana. (Ebrei 5:7-8) Lo Spirito di Dio indicò il peccato nella sua carne e Gesù era d’accordo con il giudizio. In questo modo il peccato era condannato nella carne di Gesù, e lui aprì una via che tutti i discepoli potevano seguire, che noi possiamo chiamare la via della croce. (Romani 8:3-4; Ebrei 5:7-8; 1 Pietro 4:1-2)

Gesù ci dice come si faccia questo quando dice che un discepolo deve “prendere ogni giorno la sua croce” e seguirlo. (Luca 9:23) Qui Gesù non si riferisce alla prima croce, la croce del Calvario, dove non possiamo seguirlo come sacrificio per il peccato di altri, né si trattava della seconda croce, dove si depone il peccato manifesto, perché Gesù non commise mai peccato e non doveva deporre il peccato. La croce alla quale si riferisce Gesù è la terza croce, una “croce interiore” metaforica che lui stesso usò ogni giorno della sua vita sulla terra. Su questa croce fu “crocifisso” tutto il peccato nella sua carne quando ebbe ricevuto il giudizio. Questa abnegazione causò sofferenze nella sua carne, ma portò la morte del peccato, così che l’inclinazione al peccato non fu mai tradotta in effettivo peccato in pensiero, parole o azioni. Questo avvenne giornalmente, fin quando tutto il peccato nella carne di Gesù fu condannato e lui poté gridare “È compiuto!” quando fu crocifisso sul Calvario. (Giovanni 19:30) Questo è il motivo perché lui ha esortato i suoi discepoli a seguirlo prendendo la loro croce e odiando la propria vita (o propria volontà). (Luca 14:26-27) (Leggi l’argomento “Cristo manifestato in carne” per approfondimenti.)

“Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato.” 1 Pietro 4:1.

Pietro scrive che dobbiamo armarci dello stesso pensiero che era in Cristo.  Prendendo giornalmente la nostra croce come fece Gesù e con la rivelazione dello Spirito Santo che Dio ci mandò dopo che Gesù vinse tutto il peccato nella sua carne, tutta la sua volontà, lo Spirito Santo può continuamente mostrarci nuove aree della nostra natura umana, la nostra carne, che necessitano di essere purificate. Gradualmente la nostra vecchia natura è sostituita con le virtù di Cristo e noi entriamo sempre più in sintonia con la voce di Dio e la sua volontà. Prendendo giornalmente la nostra croce, il nostro spirito umano è liberato dalla carne attraverso il sangue di Cristo ed è la forza trainante in questa nuova creazione mediante lo Spirito Santo.

è possibile avere vittoria sulle passioni carnali, avere una buona coscienza e vivere una vita esteriormente rispettabile, ma senza prendere giornalmente la nostra croce questa rimane sentimentale, terrena. Ogni progresso spirituale è solo possibile prendendo la nostra croce e mettendovi a morte la nostra propria volontà, il peccato che abbiamo nella nostra carne. La parola di Dio scinde tra anima e spirito. (Ebrei 4:12) Quando avviene questo entriamo in una salvezza più profonda e una trasformazione di tutto il nostro essere interiore secondo l’immagine di Dio. Questa croce ci eleva dal reagire in modo sentimentale e terreno, in modo umano, per diventare sempre più spirituali, partecipi della natura divina!

Gesù era il primo ad andare su questa via della croce e ci invita a diventare suoi discepoli e seguirlo sulla stessa via.  La morte sul peccato che lui usò è qualcosa che adesso usiamo noi. “…portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.” 2 Corinzi 4:10. Quando la “morte di Cristo” è attiva, la sapienza e la comprensione che viene dal mondo e che viene dal basso – cioè di esaltare se stessi – è annullata. La nostra gloria e il nostro onore umano secondo questo mondo svanisce agli occhi degli uomini, perché la sapienza di questo mondo è voler essere qualcosa e avere un nome. (Galati 6:14; 1 Corinzi 1:19) Ma questa croce ci libera da questo mondo, man mano che la vita di Cristo cresce nelle nostre vite. Attraverso la croce siamo preparati per diventare la sposa di Cristo, la nuova Gerusalemme che scende dal cielo. (Apocalisse 21) Coloro che sono terreni rimangono sulla terra, ma coloro che hanno vinto prendendo la loro croce giornalmente cercano di afferrare la perfezione (Filippesi 3:12-14), e portano l’immagine delle cose celesti – loro diventano celesti come lo è Gesù, e riceveranno un corpo che è lo stesso del suo corpo glorificato. (Filippesi 3:17-21)

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Il messaggio della croce: Introduzione

La croce è uno dei simboli più conosciuti della cristianità, ma il suo significato è molto più profondo della croce del Calvario.

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Cos’è “la croce?”

Le scritture in effetti parlano di tre croci.

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La prima croce: La croce del Calvario

Questa è la croce che porta al perdono dei peccati.

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La seconda croce: Crocifiggere il vecchio uomo e la carne con le sue passioni e i suoi desideri

Questa “crocifissione” è necessaria se vogliamo diventare discepoli.

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La terza croce: Prendere la nostra croce giornalmente come discepoli

Con la terza croce tutto il nostro essere interiore può essere trasformato nell’immagine di Cristo.

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Qual è il risultato del prendere la nostra croce?

Un futuro glorioso nella conoscenza di Cristo.

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