Gesù: Il miglior mediatore che potrei chiedere

At one point, I felt real distance between me and God.

Scritto da David Savage
Gesù: Il miglior mediatore che potrei chiedere

Sentirsi lontani da Dio

Cos’era questa sensazione?

Ricordo di averla sperimentata a sei anni, in piedi davanti all’ufficio del vicepreside in attesa di un rimprovero, dopo aver lanciato con troppo entusiasmo un giocattolo al di là della recinzione della scuola. Una sorta di profondo senso di colpa, non la paura in quanto tale, ma un nervoso mal di pancia che penso tutti noi abbiamo provato in un momento della nostra vita.

Lo sentivo adesso, da giovane adulto, mentre riflettevo sulla mia vita e a com’era il mio rapporto con Dio. Sapevo di amare Dio e di essere stato cristiano per un po’ di tempo, ma sentivo comunque una distanza. Potrei fare riferimento alla storia in Genesi di Adamo, che voleva nascondersi da Dio quando aveva mangiato dall’albero, piuttosto che camminare e parlare con Dio come aveva sempre fatto.

Era così che doveva essere? Ricordo una citazione dall’autobiografia di Winston Churchill che per qualche motivo mi ha colpito: “Amavo mia madre, ma a distanza.”

Mi sento così commosso di condividerlo con te, caro lettore, perché ora sperimento sempre più che questo “lontano” rapporto sta diventando una cosa del passato e non è come Gesù vuole che noi viviamo.

Gesù – Il mio mediatore personale!

“Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo…” 1 Timoteo 2:5.

Un mediatore riunisce due parti e stabilisce un dialogo. Nella vecchia canzone di Natale “Hark! The Herald Angels Sing,” Gesù è descritto in questo modo: “A lui piacque abitare con gli uomini da uomo; Gesù, il nostro Emmanuele!” (significato “Dio con noi”). Gesù potrebbe essere davvero contento di essere insieme a noi esseri umani con tutto il nostro ego, i nostri problemi con gli altri e la nostra codardia? Potrebbe davvero?

Sapevo di avere dei momenti in cui mi sentivo veramente alla presenza di Gesù, soprattutto quando ero in chiesa, cantando e pregando, ma in questo momento mi sembrava che Dio fosse a milioni di miglia di distanza. Ora avevo davvero bisogno di un mediatore. Pensavo, cosa direi al mediatore?

“Ti prego, dici a Dio che mi sento così indegno di servirlo. Mi sento spazzatura per come ho preso le cose e mi chiedo davvero se sono il tipo di persona giusta per essere suo discepolo. Mi sento sporco e appesantito dal peccato in me e intorno a me.”

Come risponderebbe un mediatore come Gesù? Un mediatore che ha assunto una natura umana come la mia circa 2000 anni fa, che ha vissuto con l’umanità e ha sperimentato le stesse tentazioni che vivo io ogni giorno. Quale sarebbe il suo messaggio alla mia domanda a Dio? Ora me lo sto immaginando:

“Ho un messaggio per voi da parte del Padre mio e del Padre vostro nei cieli. È tutto scritto nella Bibbia, ma voglio che tu creda davvero che sia stato scritto per te, personalmente.

“Prima che tu fossi formato nel grembo materno, ti ho conosciuto e penso e prego per te tutto il tempo (Salmi 139). Ti conosco ancora meglio di quanto tu conosca te stesso. Capisco perfettamente che non sei perfetto e vedrai nella tua natura molto più di quello che odi, ma amo la disposizione del tuo cuore! Vuoi servirmi anche se non puoi vedermi (1 Pietro 1:8) eppure ti addolori per il peccato e non cerchi di scusare o incolpare gli altri intorno a te.  

Amo la mia creazione ma soprattutto amo te – sì, ho dato la mia vita come prezzo di riscatto per te e tu non mi devi nulla. (1 Timoteo 2:6.) Qui in cielo molti sono testimoni della tua resistenza nella tua corsa quotidiana. (Ebrei 12:1.) Oggi è un nuovo giorno che ho fatto e ti rafforzerò per prendere le decisioni giuste. Hai poca forza e ora devi combattere il buon combattimento della fede. (Apocalisse 3:8; 1 Timoteo 6:12; 1 Timoteo 1:18.)”

“Gli crederò,” pensavo. “Crederò in quello che dice più di quello che dico a me stesso.” È stata una decisione incredibilmente semplice, ma ha aperto un nuovo e più profondo rapporto con Gesù. In questa posizione di fede, la gioia e l’amore per Gesù è saltata nel mio cuore – Lui mi ama veramente così come sono. Posso prenderla come è scritto, che io lo meriti o meno! Lui vede davvero il mio più profondo desiderio per Dio e tutto ciò che è buono. Sì, ho una natura che è decaduta, ma lui vede il mio cuore e dice che appartengo al cielo, proprio come sono!

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Colmare il divario

Giovanni 14 è un capitolo fantastico. “Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che  io vado a prepararvi un luogo?” Giovanni 14:1. Allora Gesù dice, “In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre. Giovanni 14:12.

Con questo cuore credente giusto veniamo con coraggio nelle nostre preghiere ad un Dio amorevole che ci rafforzerà nelle nostre battaglie quotidiane. (Ebrei 4:16) Non più amore a distanza, ma connessione di cuore con il nostro Salvatore. Lui è un grande aiuto nel momento del bisogno—perché? Perché lui ha vissuto le stesse tentazioni e sta pregando che io possa vincere esattamente come ha vinto lui. (Ebrei 4:15)

Qual è la chiave segreta per vivere un contatto ininterrotto con il mio mediatore e con Dio stesso? Più lascio andare il mio raziocinio e le mie convinzioni su tutto e apro il mio cuore alla verità di Dio, più sperimenterò un rapporto profondo e amorevole con Gesù. Ho bisogno di esercitarmi in questo ogni giorno, adesso, e quando tutto in me urla qualcosa di diverso. “… sia Dio riconosciuto veritiero e ogni uomo bugiardo. Romani 3:4.

Sono indescrivibilmente grato per la fede che mi ha dato, e il mio più grande desiderio è che anche molti altri possano sperimentare questo. Questa è davvero una vita incredibile! Alla sua presenza c’è pienezza di gioia!

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Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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Una tale grande salvezza

Scritto da Sigurd Bratlie

L’apostolo che scrisse il libro di Ebrei la chiamò “una parola d’esortazione” Lo scopo di questo opuscolo è di ampliare ed estendere quella esortazione, portando fede e salvezza a tutti coloro che hanno una vocazione celeste. Tutti coloro che seguono l’esortazione della lettera agli Ebrei possono raggiungere questa grande salvezza.