La ragione per cui questa non appassionata celebra il Natale

Riuscirei a fare a meno dei regali, della musica e tutto quanto. Ma c’è una cosa per la quale mi rallegro a Natale.

Scritto da Julia Albig
La ragione per cui questa non appassionata celebra il Natale

Non sono una di quelle persone che si entusiasmano tanto per il Natale ogni anno, ascoltando musica natalizia a settembre, decorando la casa a novembre e facendo il conto alla rovescia dei giorni sul mio calendario con grande anticipo. Non sono veramente mai stata uno che si entusiasma per i regali, il cibo e in generale per lo spirito delle feste. C’è tuttavia una parte del periodo natalizio per cui sono molto grata, non solo a Natale, ma durante tutto l’anno, e questa è la vita che visse Gesù mentre era qui in terra.

Abbiamo una festa per celebrare la nascita di Gesù, e abbiamo una festa per ricordare il giorno in cui morì per noi sulla croce e poi risuscitò, ma la vera ragione per celebrare è tutto quello che si trova in mezzo; la vita di vittoria sul peccato che visse Gesù.

Il suo cuore era mosso da compassione

Prima che Gesù venisse in terra, era in cielo con suo Padre (Proverbi 8:27-31), e sono sicuro che era estremamente glorioso stare lì! Ma Lui ci vide soffrire. Vedeva le difficoltà che avevamo con il peccato nella nostra natura, e come non riuscivamo a liberarcene perché nessuno ci aveva mostrato come fare. Il suo cuore era così mosso da compassione verso di noi, che rinunciò al suo trono in cielo e venne giù in terra per mostrarci una nuova e vivente via. Lui sapeva quanto gli veniva chiesto venendo in terra. Lui sapeva le prove e le sofferenze che avrebbe dovuto affrontare nel prendere parte a carne e sangue come noi. (Filippesi 2:5-8; Ebrei 2:14-15; Ebrei 5:7-8) Lui sapeva che sarebbe stato tentato, esattamente come noi. (Ebrei 4:15) Ma era disposto a soffrire tutto questo così che noi potevamo imparare, tramite la sua vita, a essere liberati dal peccato.

E questo è qualcosa per cui diventare super-entusiasti.

No, Gesù non venne solamente per il perdoni dei nostri peccati. Questo lo avevamo già prima che venisse Gesù, quando si offrivano sacrifici nel tempio. Se Gesù fosse solo venuto con il perdono dei peccati, non avrebbe portato nulla di nuovo, giusto? Ma no, Lui venne per mostrarci la via verso la vittoria! Adesso, invece di peccare volta dopo volta, e chiedendo perdono ogni volta, io posso smettere di peccare! Gesù ci mostrò come sradicare la radice del peccato, quando disse, “Voi avete udito che fu detto: “Non commettere adulterio”.  Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”. Matteo 5:27-28.

Questa è la risposta con cui venne Gesù! Proprio nel mio cuore – nei miei pensieri – posso dire no alla mia tentazione, e allora la tentazione non si trasformerà mai in peccato, ferendo me e coloro che mi sono intorno.

Quale speranza per me!

Questo è come la prese Gesù. Non peccò nemmeno una volta, nonostante sia stato tentato esattamente come me. Quale speranza per me! Ho tutte le ragioni per celebrare la sua nascita. Lui prese forma d’uomo e venne in terra, senza abilità o doni speciali che lo avvantaggiavano nell’avere vittoria sul peccato rispetto agli altri. (Ebrei 2:17-18) Questo vuol dire che se Lui ci riuscì, anche tu puoi farlo! Posso prendere il peccato alla radice – quando è semplicemente un suggerimento nei miei pensieri – e non devo mai essere afflitta da una coscienza sporca come conseguenza del peccato.

Quanto è leggero e libero! Cedere al peccato ha sempre portato solo dolore a me e a quelli intorno a me. L’egoismo, per esempio, insorge come una malattia se gli permetto di vivere e di crescere, e mi porta ad essere consumato con il mio egoismo e come posso essere avvantaggiato, come posso ottenere e ricevere qualcosa per me stesso. Gesù era però così altruista e così incline a fare la volontà di Dio che persino quando si trovò ad affrontare la morte sulla croce, le Sue parole furono, “Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta”. Luca 22:42.

Che precursore! Sento di essere profondamente in debito con Gesù per l’amore che mostrò nel venire in terra, nel soffrire e nel morire per aprire questa via per me. E il miglior modo – in effetti l’unico modo veramente giusto – per ripagare quel debito è di seguirlo nelle sue orme e di usare ogni tentazione come un’occasione per ottenere vittoria sul peccato, così che la sua sofferenza per me non fu vana. Allora sarò riempita di gioia e regnerò con Lui in tutta eternità come suo fratello, che è quello che Lui desidera ardentemente.

“Era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l’autore della loro salvezzaSia colui che santifica sia quelli che sono santificati provengono tutti da uno; per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli …” Ebrei 2:1—18.

Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

Scarica ebook gratis

Sono stato crocifisso con Cristo

Scritto da Elias Aslaksen

Questo opuscolo è basato sulle parole di Paolo in Galati 2:20: “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me…” Qui Elias Aslaksen spiega cosa significa e come il lettore possa avere la stessa testimonianza di Paolo nella propria vita.