La storia di Rut come non ci hai mai pensato prima

La storia di Rut e Naomi è ben nota. Hai mai pensato a come potrebbe applicarsi alla tua vita?

La storia di Rut come non ci hai mai pensato prima

Rut potrebbe conservare il titolo della migliore nuora di sempre. Ma il libro di Rut è più di quanto possa apparire a prima vista. Recentemente ho scoperto il parallelo tra il racconto familiare e una vita nel nuovo patto.

Rut e Naomi

Ecco un breve riassunto del libro di Rut:

Dopo essersi trasferita a Moab e aver perso tutto, compreso il marito e i due figli, Naomi decise che era giunto il momento di tornare a casa in Giudea. Deve essere stato straziante per lei iniziare il viaggio di ritorno senza coloro con cui era venuta. Ma aveva le sue due giovani nuore, Orpa e Rut. In quei giorni rimasero parte della sua famiglia, anche se i loro mariti non c’erano più.

Ad un certo punto del cammino Naomi deve aver considerato a quanto stavano rinunciando le due ragazze nel lasciare quella che probabilmente era l’unica casa che avevano mai conosciuto. Le esortò a tornare indietro e a tornare alle case delle loro madri. All’inizio entrambe le ragazze resistettero, ma alla fine la sua perseveranza convinse Orpa, e lei baciò Naomi e tornò a casa. Ma il libro di Rut ci dice che Rut non si fece convincere. Il suo impegno verso sua suocera era troppo forte. “Il SIGNORE mi tratti con il massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!”, disse a Naomi.

Due vedove non avrebbero avuto una vita facile in quei giorni, e probabilmente sperimentarono la fame e la povertà quando arrivarono in Giudea. Ma avevano un ricco parente, un uomo di nome Boaz, e Rut andò nei suoi campi, dove veniva fatto il raccolto, per raccogliere gli avanzi di grano. Boaz la notò lì, e aveva già sentito parlare della sua devozione e cura per Naomi. Così la prese sotto la sua protezione, le permise di raccogliere dai covoni e le diede da mangiare. Col tempo Boaz e Rut si sposarono.

Grazie all’impegno e all’amore di Rut per Naomi, e del suo rifiuto di tornare indietro da quello che sapeva essere la strada che avrebbe dovuto prendere, Dio la benedì enormemente. Lei e Naomi passarono dall’essere vedove impoverite ad una vita sicura. Divenne anche la bisnonna del re Davide, e in questo modo è stata anche un’antenata di Gesù Cristo stesso. Tutto questo si legge nel libro di Rut.

Il libro di Rut e noi

Quindi, come potrebbe mai essere collegata questa storia alle nostre vite adesso?

Anche noi dobbiamo prendere la decisione di voltare le spalle alla nostra vecchia vita e iniziare un nuovo viaggio. Dio ci chiama e attira i nostri cuori a lui, e noi riceviamo la fede per iniziare una nuova vita. Questo significa che rinunciamo a tutta la nostra volontà, e a tutto ciò che Dio ci chiede, tutto ciò che ci impedirebbe di seguire Gesù al 100%. “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo,” ha detto Gesù. (Luca 14:26) Questo sembra essere un alto ordine di cose a cui rinunciare, ma non significa che voltiamo le spalle a tutti quelli che conosciamo; piuttosto, significa che non permettiamo a niente e a nessuno di distoglierci dal seguire lui.

Proprio come Rut potrebbe essere stata tentata di lasciare Naomi e tornare a casa, Satana cercherà di convincerci a tornare ai nostri vecchi modi di vivere. Ma il nostro impegno come discepoli deve essere completo. Per fede la nostra volontà personale, i sentimenti e le concupiscenze sono conquistati mentre seguiamo Cristo. Quello che ci siamo lasciati alle spalle diventerà come spazzatura per noi quando apriamo gli occhi alla benedizione che otteniamo se seguiamo Gesù per amore verso lui.

“Ma ciò che per me era un guadagno, l’ho considerato come un danno, a causa di Cristo.  Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo.” Filippesi 3:7-8.

Le prove, l’aiuto e la ricompensa

Mentre andiamo questa via incontreremo delle prove. Le nostre non saranno necessariamente prove esteriori come la fame e la povertà. Dobbiamo combattere il buon combattimento della fede

per fare la volontà di Dio, in contrasto alle concupiscenze della nostra carne. Ma è attraverso queste prove, che Pietro descrive come “provate con il fuoco”, che la nostra fede diventa autentica e preziosa. Che “sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 1 Pietro 1:7.

Rut sapeva che quando erano nel bisogno avrebbero trovato aiuto dal loro parente. Anche noi dobbiamo cercare quel rapporto che sappiamo essere di beneficio eterno. Un rapporto con Dio, che ha tutto il potere in cielo e sulla terra e che può condividere con noi questo potere. Oltre ad aiutarci in ogni modo possibile in questa vita, lui ci prepara anche un posto nella vita avvenire. Pregate a lui, credete in lui, rimanetegli vicino, coltivate un rapporto intimo con lui. Lui è nostro amico e salvatore nella misura in cui ci fidiamo di lui, dalle più grandi prove della vita, alle più piccole cose quotidiane.

Le nostre prove sono più leggere quando sappiamo qual è il risultato finale. La fedeltà ci darà una vita che é la più ricca possibile. Saremo perfezionati, consolidati, rafforzati e resi saldi. Dio potrà usarci nel suo ministero, saremo conformati all’immagine di Cristo, la nostra vita sarà benedetta sulla terra e un giorno saremo con il nostro Signore come eredi con lui per tutta l’eternità! La fedeltà premia abbondantemente! (1 Pietro 5:10; Romani 8:28-29; Romani 8:16-17)


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Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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