Scegliere la fede: una diagnosi complessa

Parte 1: Dovevo fare una scelta tra la paura e la fiducia

Scegliere la fede: una diagnosi complessa

Questa è la parte 1 della testimonianza di Rachel. Clicca qui per la parte 2 qui per la parte 3.

Il mio viaggio è iniziato molti anni fa, quando ero in tarda adolescenza. Ho sentito una storia che ha avuto un profondo effetto su di me. Un amico mi ha parlato di un amico comune a cui era stato diagnosticato un tumore. La mia prima reazione è stata solo di pensare: “Che cosa orribile!” Ma il mio amico continuava a raccontarmi come Dio avesse usato quella situazione per determinare grandi cambiamenti positivi nella famiglia; c’era qualcosa di completamente diverso in loro. Grazie a questo Dio aveva fatto un grande lavoro in loro.

La storia mi ha profondamente colpita e ha davvero acceso un fuoco in me. Nel corso degli anni mi è tornato più volte in mente, e ho sempre sperimentato una specie di “risveglio”. Era interessante perché la loro storia non mi riguardava affatto.

20 anni dopo

Andando velocemente avanti di 20 anni. Nostro figlio di 16 mesi Sebastian stava lottando contro alcuni importanti problemi di salute non diagnosticati. Alla fine gli fu data una diagnosi molto complessa, difficile da accettare. Così complessa che anche il migliore dei migliori in questa specializzazione non aveva risposte.

In quel momento aveva una sonda inserita nello stomaco e il suo nutrimento dipendeva completamente dal supporto nutrizionale di questa sonda. La formula medica più allergenica non funzionava. Il suo corpo rifiutava la nostra ultima risorsa di cibo per lui, e non riusciva a crescere.

E cosa mi tornò di nuovo in mente mentre stavamo affrontando tutto questo? Naturalmente quella storia che ha sempre avuto un grande impatto su di me. Finalmente avevo capito perché non riuscivo a lasciar perdere quella storia. Adesso avevo la mia opportunità di credere che Dio avrebbe usato questo per fare cose incredibili per noi!

Ci era stato detto che la nostra vita non sarebbe mai più stata la stessa. E certamente era diversa, ma non nel modo in cui ci aspettavamo. E insieme alla storia che aveva dipinto un’immagine su come avrebbe potuto essere questo nuovo periodo della nostra vita, mi venne in mente questo versetto:

“Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giovanni 14:26.

Non eravamo da soli. Avevamo lo Spirito Santo che ci guidava e ci indirizzava in tutto questo.

(L’articolo continua dopo il video)

“La matematica di Dio”

Potevo scegliere di cedere alla paura e al panico, riporre la mia fiducia negli uomini e nelle loro idee. Oppure, potevo fidarmi di ciò che Dio mi aveva dato anni fa e confidare che c’era la sua mano in tutto questo.

Mi sono aggrappata alla fiducia incrollabile in Dio e sono scappata dalla paura. La definizione di paura è: “Una spiacevole emozione causata dalla convinzione che qualcosa sia pericoloso, che possa causare dolore, o una minaccia.”

Quindi, se credere nella paura provoca emozioni spiacevoli come stress, preoccupazione, ansia, rabbia, ecc., allora credere nell’opposto – che ritengo sia avere fiducia – deve portare pace, rassicurazione, riposo, gioia, ecc.

Non mi piace la matematica, ma amo “la matematica di Dio!”

Ho scoperto che posso attraversare qualcosa che sembra essere tanto difficile, ma che posso comunque rimanere nel pieno riposo!

“Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.” Romani 15:13.

Clicca qui per leggere la seconda parte della storia di Rachel.

Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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