La cosa migliore che mia madre mi abbia mai insegnato ….

Mia madre era una leggenda. Era così tante cose, ma questo è quello che ricordo di più quando penso a lei.

Scritto da Kathryn Albig
La cosa migliore che mia madre mi abbia mai insegnato ….

Con l’avvicinarsi della Festa della Mamma, non posso fare a meno di pensare a mia madre. Sono passati quattro anni e mezzo da quando è venuta a mancare, quindi non è stata la prima Festa della Mamma senza di lei. Non sono una persona particolarmente sentimentale, quindi non è che questi anniversari siano più difficili per me che altre circostanze. Mi manca di più in alcuni momenti che in altri, e sembra essere dovuto caso quando arrivano quei momenti. Ma quest’anno ho pensato un po’ a che tipo di persona fosse. Non solo come madre dei suoi figli – ed era davvero brava – ma come persona in generale. Come ha vissuto la sua vita.

Viveva per servire

Mia madre era una gran lavoratrice. Quando faceva qualcosa, la faceva al 100% e non si fermava finché non aveva finito. Se Dio le metteva qualcosa in cuore da fare, lo faceva di tutto cuore. E non lo faceva perché la gente lo notasse le facesse i complimenti; non lo faceva per onore o gloria. Lo faceva in modo ubbidiente e concreto, perché voleva servire.

Ci sono molte cose che potrei scrivere su mia madre, e ognuno dei miei fratelli potrebbe scegliere una sfaccettatura diversa che più gli è rimasta impressa. Ma per me è andata così. Con quanta obbedienza e integrità di cuore ha servito Dio senza cercarne alcun vantaggio, se non quello di servirlo. E penso che potrebbe essere la migliore eredità che mi abbia lasciato.

Cantiamo in una canzone del libro dei canti della BCC Le Vie del Signore sull’essere un membro del corpo di Cristo:

“Un membro mai sente bisogno di esser
diverso o più di quel che ora è.
Han soddisfazione per quello che fanno,
impegnati son a badare a sé.”
(Le Vie del Signore #116)

Queste righe descrivono perfettamente il modo in cui mia madre ha servito. La sua felicità era al massimo quando era in chiesa, mentre faceva volontariato, dando e facendo in qualunque modo possibile. Non ha mai avuto bisogno di essere la responsabile, o colei la cui opinione doveva essere ascoltata, ma era disposta a fare tutto ciò che doveva essere fatto e che era in grado di fare. Non ho mai sentito il suo desiderio di voler essere più apprezzata per le cose che faceva, o di avere un ruolo più affascinante o visibile da svolgere. Dipingeva, cucinava, lavorava in giardino, puliva, faceva tanti piccoli lavori in cui altri avrebbero potuto tirarsi indietro. Era anche un’esperta nel riuscire a dire e fare la cosa giusta al momento giusto, quando la gente ne aveva bisogno. Dare un abbraccio a qualcuno in difficoltà. Una gentile esortazione dove ce n’era bisogno.

E tutte queste cose le ha fatte felicemente e allegramente, perché ha amato.

Perché ha amato

Probabilmente è in questo che si riassume tutto questo. Amava gli altri ed è per questo che ha servito così felicemente. Era così interessata a vedere le altre persone prosperare, a vedere che andasse bene con loro. Voleva rendere la vita buona per gli altri.

Questa era una chiave anche nella nostra vita a casa. Quando eravamo giovani la nostra casa era sempre aperta a tutti i nostri amici. La maggior parte delle sere e nei fine settimana la casa era piena di gente. Li amava tutti, e la nostra casa era un luogo dove voleva che si sentissero benvenuti e sicuri. E credo che lo fossero.

Per quanto riguarda i suoi figli, è lì che ha servito e ha dato di più della sua vita. Amava essere nostra madre. Avevamo una vita sicura, bella e felice. Non ho idee sbagliate pensando che fosse perfetta, ma so che cercava costantemente di migliorare. L’ho vista rinunciare alla propria volontà e ai propri desideri e, nel corso degli anni, l’ho vista decisamente trasformata. Era diventata più pacifica, più gioiosa, più nel riposo. Sapevo che a volte lottava con cose diverse, perché anche la sua vita non era sempre facile da gestire, ma usava quelle situazioni nel modo in cui Dio voleva, affinché lei si avvicinasse a lui, in modo che potesse essere resa più pronta per l’eternità.

Soprattutto negli ultimi tre anni della sua vita, quando era malata, è stato così bello stare con lei. Era sempre in pace, sempre nel riposo. Non credo sia stato perché questa era semplicemente la sua natura, ma credo che abbia combattuto quella battaglia interiore per trovare il riposo in Dio, per credere che tutti i suoi giorni erano nelle sue mani, e si è fidata completamente di lui.

Sono davvero grata per la vita che mi ha dato, per il modo in cui mi ha cresciuta e soprattutto per l’esempio che mi ha lasciato su come servire e dare la propria vita per Dio e le persone. E non vedo l’ora di rivederla un giorno!

 “La donna che teme il SIGNORE è quella che sarà lodata.” Proverbi 31:30.

Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

Scarica ebook gratis

Cosa significa essere un cristiano

Scritto da Elias Aslaksen

Essere un cristiano è una vita molto più profonda del semplice chiedere a Gesù di entrare nel tuo cuore e credere nel perdono dei peccati. È una vita di sviluppo e crescita nelle cose di Cristo. Questo opuscolo presenta in modo molto chiaro e semplice le basi di una vita cristiana.