La perdita di Joe

In tutto il nostro viaggio attraverso il dolore e la perdita ho sperimentato che Dio era molto vicino.

Scritto da Ruth Evangelisti
La perdita di Joe

La mattina del 10 giugno 2010 iniziò come qualsiasi altra normale giornata. Non sapevamo però che sarebbe stato un giorno che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite. Una telefonata nel tardo pomeriggio da un ospedale vicino ci diede la notizia che nessun genitore vuole sentire. Il nostro prezioso figlio ventunenne Joe era stato coinvolto in un incidente stradale mortale. Non riuscivo a capire le parole di mio marito quando delicatamente mi disse che Joe “non c’era più”. Solamente quando stetti silenziosamente in ospedale accanto al suo corpo immobile, senza vita, incredibilmente perfetto dopo un tale incidente, iniziai a realizzare il senso delle parole “non c’è più”.

Affrontare il dolore e la perdita

Così iniziò il percorso della nostra famiglia con l’affrontare il lutto e la perdita. Guardando indietro, vedo come Dio aveva preparato il mio cuore alla perdita di Joe, sebbene non ne fossi consapevole. Un paio di volte, il pensiero era passato per la mia mente che se Dio avesse preso uno dei miei figli sarebbe stato probabilmente Joe. Nonostante questi gentili suggerimenti, fu ancora un grande shock quando morì.

Mi ricordo come, nella crudezza del lutto e dello shock, sembrava come se una spada fosse stata trafitta attraverso il mio cuore, tale era la mia angoscia. Non riuscivo a versare una lacrima; riuscivo solamente a gemere. Ma proprio lì, in quello stato, sentii che Gesù era molto vicino, come se le sue braccia mi stessero abbracciando. Credo che Gesù mi stette accanto durante quelle prime notti, poiché dormii come un neonato malgrado la mia angoscia profonda. Sentii come se il cielo fosse aperto sopra di me, e che fossi circondata da angeli. Sono così grata che Dio fosse proprio lì per tutti noi! Queste parole divennero una realtà che “…il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il nome del Signore.” Giobbe 1:21.

Posso onestamente dire che persino con il lutto e la perdita, e l’incredibile shock che viene dalla morte improvvisa, la morte di Joe fu l’esperienza più bella che io abbia mai avuto. Il cielo era così vicino! I nostri amici più intimi erano anche di immenso conforto per noi partecipando nel nostro dolore e sostenendoci. La nostra famiglia era avvolta da amore e cura, sia da parte di Dio che dalle persone.

Dio non fa errori

Divenne presto chiaro sentendo della morte di Joe che Dio non fa errori, e che avesse considerato Joe pronto per essere preso. Come madre, non lo avrei mai desiderato indietro su questa terra, né mettevo in dubbio la perfetta guida di Dio nel prenderlo a sé. Dio lo portò a casa esattamente al momento giusto. Esattamente come uno raccoglie un frutto maturo dall’albero, Dio aveva semplicemente raccolto Joe da questa terra. Questo pensiero portò una pace profonda nei nostri cuori e nella nostra anima.

Joe ci venne dato come dono da Dio. La sua morte mi fece rendere conto come i nostri figli non ci appartengono veramente; appartengono a Dio. Quando Dio prese Joe, si era semplicemente ripreso quello che era giustamente suo. Dio ce lo aveva gentilmente dato per un tempo, ed ora, in un certo senso, io potevo restituirlo a Dio, il suo creatore. Mi venne in mente Anna dei tempi passati. Lei aveva pregato Dio per un figlio, e secondo la sua promessa a Dio, restituì Samuele al Signore per servire con Eli il prete nel tempio. Mi chiedo se abbia provato un misto di dolore e di gioia come avevo provato io. Dolore al pensiero che mio figlio se ne era andato per sempre, ma allo stesso tempo, gioia al pensiero che fosse salvo per sempre in cielo!

La vita di Joe

Joe aveva vissuto bene la sua breve vita. Aveva dato la sua vita di tutto cuore a Dio da giovane adolescente, ed era diventato un esempio per tutti coloro che lo conoscevano. Amava Dio di tutto cuore! Un amico che lo conosceva bene ci scrisse queste parole dopo la sua morte: La memoria del giusto è in benedizione – Joe. Beati i puri di cuore – Joe. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia – Joe. Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi – Joe”. Un altro caro amico descrisse Joe come un giovane zelante, ardente, fervente, diligente.

Sebbene la nostra famiglia conoscesse Joe come un ragazzo silenzioso, gentile, lui divenne un cristiano coraggioso, dedicato, uno strumento di Dio che non aveva paura di difendere la sua fede e di lottare per la purità a scuola o ovunque si trovasse. Il suo fervore di tutto cuore portò biasimo sulla sua vita, ma anche silenziosa ammirazione e rispetto nel cuore delle persone timorose di Dio.

Joe ricevette forza nella sua vita nutrendosi con la Parola di Dio. Veniva spesso trovato leggendo diligentemente nella letteratura che lo ispirava a diventare una persona migliore. Trascorse tempo a leggere nella sua Bibbia e pregando per se stesso e per gli altri. Dopo la sua morte, trovammo la sua Bibbia aperta vicino al suo letto, assieme ad un taccuino in cui erano scritti molti nomi, cancellati nel suo strano corsivo. Era la sua “lista di preghiere”.

Dopo la sua morte, eravamo spesso sorpresi di sentire da giovani ed anziani come Joe li avesse contattati e avesse toccato in qualche modo le loro vite. Aveva un occhio attento ed un cuore di compassione specialmente per i bambini, i giovani e le persone anziane che avevano una disabilità, o che erano fragili di mente o per coloro che potevano essere dimenticati. Dava loro calore cercando di appagare un bisogno nei loro cuori con parole gentili e atti benevoli.

Dio fece un’opera profonda e veloce nella vita di Joe perché era umile di cuore. Era anche ripieno di uno spirito di fede per la sua vita! Verso la fine della sua vita, scrisse ad un amico: “Devo diventare radicato e fondato nell’umiltà. Siamo così deboli come uomini; abbiamo bisogno di timore di Dio. Dio è così buono che vuole fare un’opera tremenda in noi, noi che siamo stati schiavi del peccato. Ci trasformerà totalmente e completamente, e ci darà tutto quello di cui abbiamo bisogno per raggiungere la meta. Alla fine, staremo sul Monte Sion, assieme a Gesù e a tutti i santi che hanno lottato qui in terra, cantando la nuova canzone. Riuscirà per noi!”

Dopo la sua morte, uno degli amici più stretti ci scrisse queste buone parole: “Joe capì di essere la casa del Signore: una casa che veniva sia da Dio, e che doveva essere restituita a Dio. Joe giustamente si offrì volontariamente a Dio in tale misura che Dio adesso lo ha ricevuto a sé. Seguirò sempre il suo esempio”.

Guardando avanti…

La morte di Joe mi ha cambiata in molti modi, e mi ha insegnato molte cose importanti. Ha ammorbidito il mio cuore verso le altre persone, e mi ha dato un desidero di imparare a gioire con coloro che gioiscono e a piangere con coloro che piangono. Mi ha dato nuovi occhi per vedere quanto siano preziosi e pregiati tutti i miei figli e i miei nipoti. Mi diede una visione lungimirante dell’eternità e di fare tutto il possibile per lottare per ognuno di loro così che anche loro possono andare dove Joe si trova adesso. Mi ha fatto voler usare ogni occasione per fare il bene e per vincere il peccato, poiché la vita è così breve. Mi ha fatto rendere conto che non c’è nulla di cui aver paura, nemmeno perdere un figlio, poiché Dio è con noi in assolutamente tutto! Che Dio riesce a prendere qualcosa che umanamente è un’immensa tragedia e renderla in qualcosa incredibilmente bella, se ripongo la mia fiducia in lui. Mi fece rendere conto che non devo mai mettere in dubbio qualsiasi cosa che Dio mette sulla mia via. Le sue vie sono più alte delle nostre vie e i suoi pensieri sono molto più alti dei nostri pensieri. Lui sa cosa sia meglio per me! Le sue vie sono perfette. La morte di Joe mi ha dato una connessione con l’eternità e con il cielo che non avevo prima. Penso al cielo. Penso come sarà essere con Joe un giorno se sono fedele nella mia vita qui in terra.

La fiamma delicata della candela di Joe è spenta qui su questa terra, ma splenderà per sempre nelle dimore celesti. È un conforto per me pensare che Joe adesso sia parte della grande schiera di testimoni, incoraggiandomi nella mia lotta della fede.

6 anni dopo la morte di Joe, abbiamo perso una figlia di 32 anni. Possiamo testimoniare che Dio è fedele. Lui ha sostenuto la nostra famiglia attraverso un altro periodo di perdita e dolore.

 

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Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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“Quando si pensa alla grazia si pensa perlopiù al perdono. E poiché tutti abbiamo peccato, tutti abbiamo bisogno della grazia.” Sigurd Bratlie apre con queste parole questo opuscolo. Tuttavia, continua col descrivere a fondo che la grazia che è in Cristo Gesù significa molto di più del perdono. Significa anche verità e aiuto. Ci insegna a non peccare, in modo che possiamo essere completamente liberi per vivere una vita di vittoria che conduce a perfezione.