“Il mio caratteraccio era ancorato nell’egoismo”

Ho sempre un cattivo temperamento. Avevo quasi accettato che era semplicemente il mio modo di essere.

Scritto da Hanna Partridge
“Il mio caratteraccio era ancorato nell’egoismo”

Per quanto riesca a ricordare, ho sempre avuto un brutto temperamento. Da bambina, mi arrabbiavo, gridavo e urlavo, correvo nella mia stanza e sbattevo la porta quando non l’avevo vinta o quando qualcosa non veniva fatto esattamente come volevo che accadesse. A volte sembrava quasi che il sangue mi stesse ribollendo dentro. Questo continuò nella mia adolescenza.

Avrò sempre un cattivo temperamento?

Ogni volta che perdevo la pazienza, immediatamente dopo provavo rimorso su come mi ero fatta andare reagendo in quel modo senza pensare alle conseguenze e l’effetto su coloro che mi stavano accanto. Lo odiavo. Era un peso per me essere in quel modo. Mi faceva sentire in colpa e triste perché non riuscivo a controllarlo.

Una situazione tipica dove questo accadeva era a prima mattina. Con tre ragazzi attivi nella nostra casa, si è di fretta per far uscire tutti di casa. La maggior parte delle mattine finivano con l’essere finalmente in macchina con i figli, rendendomi conto che mi ero arrabbiata e che avevo perso la pazienza. Di nuovo.

Mi iniziavo a domandare se dovessi rassegnarmi al fatto che avevo un brutto carattere e che ero semplicemente così. Non conoscevo via d’uscita.

Una grande realizzazione

Tuttavia, dopo una di queste mattine frenetiche, improvvisamente giunsi ad una grande realizzazione. Durante questa mattina, avevo avuto 45 minuti per dare da mangiare e per vestire tutti, per preparare i loro pranzi per la scuola e per cercare di fare colazione io stessa. Mentre andavo di fretta e supplicavo i miei figli affinché si preparassero, giunsi al punto in cui mi sentii così scoraggiata perché non cambiava mai nulla. Sarei sempre stata questa mamma che si arrabbiava. Mi sentii completamente impotente contro le mie proprie reazioni. Non riuscivo a capire perché non riuscivo semplicemente a rimanere calma e a parlare gentilmente con i miei figli anche in mezzo alla confusione.

Dopo aver portato i miei figli a scuola, sentivo ancora questo stato d’animo scuro che mi girava intorno, aspettando che mi arrabbiassi nuovamente. Fu allora che mi resi conto che non avevo pregato Dio per il mio caratteraccio. Prego per altre cose; prego affinché mi aiuti nelle mie altre situazioni ma non gli avevo mai chiesto aiuto col mio problema più grande. Dio era l’unico a potermi aiutare. Realizzare questo mi colpì duramente. Stavo provando così duramente nelle mie proprie forze a lottare contro il mio caratteraccio, ad essere una buona madre e una buona moglie, ma non avevo mai pensato di chiedere aiuto a Dio con qualcosa di così semplice.

Invocai Dio nella mia macchina. Gli chiesi di mostrarmi la mia propria rabbia e di aiutarmi a custodire la mia bocca così che non reagivo semplicemente secondo i miei sentimenti.

Aprii la mia app della Bibbia sul mio telefono dopo aver pregato e Dio mi mostrò Efesini 4:31. Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria!” ed Ecclesiaste 7:9 “Non ti affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l’irritazione riposa in seno agli stolti.”

Trovai molti versetti in cui Dio ci dice di deporre l’ira – che chi è lento all’ira vale più del prode guerriero (Proverbi 16:32); che l’uomo collerico fa nascere contese, ma chi è lento all’ira calma le liti. (Proverbi 15:18)

La radice del problema

Dovevo pensare a cosa mi avesse fatto perdere la pazienza. Giunsi alla conclusione che era tutto dovuto all’egoismo. Questo era difficile da ammettere, specialmente per una madre che pensava stesse solamente provando a fare il meglio per i propri figli. Il motivo per cui stavo perdendo la pazienza era perché le situazioni non erano come volevo che andassero – i miei figli non stavano facendo quello che dicevo loro di fare, o le cose cambiavano all’ultimo minuto, o qualcuno mi aveva offesa con le sue parole. Erano tutti motivi egoisti. Vidi che volevo controllare la mia vita invece di lasciare che Dio ne avesse il controllo. Mi resi anche conto che ogni volta che parlavo duramente, o che perdevo la pazienza, era vero quello che sta scritto che la rabbia “fa nascere contese”. Rendeva i miei figli ancora più testardi e creava inquietudine e confusione e timore nella mia casa.

Sono così grata che Dio ha esaudito le mie preghiere e che mi ha mostrato perché stavo perdendo la pazienza. Il mio caratteraccio non scomparirà da sé adesso, ma ho delle armi con cui lottare.

Una nuova speranza

So che Dio è dalla mia parte, e se sento l’ira venire su dentro di me, chiudo i miei occhi e prego a Lui affinché mi aiuti adesso a mettere da parte l’ira. Lui apre i miei occhi a come devo ascoltare solamente a quello che Lui dice nel mio cuore, e che posso avere parole gentili verso i miei figli e coloro che mi sono intorno. Posso odiare l’egoismo che provoca la reazione piuttosto che arrabbiarmi con la situazione o altre persone.

Se amo i miei figli come Dio ama me, allora non reagirò semplicemente con ira, urlando e gridando. Se sono un discepolo di Cristo allora devo vincere come Gesù e devo trattare gli altri nel modo in cui Gesù li tratterebbe. Lui trattò le persone con pazienza e amore e non perse la calma né disse semplicemente la prima cosa che gli veniva in mente. No, lui era calmo e mite e parlava solamente quando Dio operava nel suo cuore di dire qualcosa. Posso essere ferma, ma parlare e reagire con amore, come avrebbe fatto Gesù.

Adesso posso vivere la mia vita consapevole del mio temperamento. Posso rendermi velocemente conto quando vengo tentata ad arrabbiarmi. Prego immediatamente per aiuto così che non reagisco così istintivamente, ma divento sempre più come Gesù che era paziente e gentile e pacato con tutti a prescindere dalla situazione in cui si trovava.

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Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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