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“Non viene mai nulla di buono dal rimuginare sul “Perché io?”

Anita era una giovane moglie e madre quando fu colpita da una malattia seria e mortale ...

La mia cara, ormai defunta moglie, Anita, ereditò una rara malattia del tessuto connettivo, a cause della quale erano morti sua nonna, sua mamma, le sue zie, suo zio e i suoi fratelli tutti in un’età tra i 34 e i 36 anni. All’età di 26 anni, anche ad Anita fu diagnosticata questa malattia. La gravità di questa malattia, oltre al dolore muscolare e dello scheletro, sta nell’espansione dei vasi sanguigni e nel loro eventuale rottura se non operati in tempo.

Fu un periodo duro e probante quando le fu detto di aver ereditato questa seria malattia.  Anita dovette recarsi in ospedale per un esame più attento, il quale mostrò che l’arteria polmonare era così espansa, che c’era bisogno di un immediato intervento chirurgico. Quattro settimane dopo, ebbe l’intervento per rimpiazzare parte dell’arteria e l’applicazione di una valvola artificiale per il cuore. Le prime settimane prima dell’intervento, lottò con pensieri cupi, e il suo umore variava – una risposta normale quando si riceve una notizia simile.

Scritto da Anita stessa

Una citazione di qualcosa scritto da Anita poco prima dell’intervento chirurgico: “Abbiamo prenotato una baita in montagna per le vacanze di Pasqua assieme ad alcuni amici e volevamo continuare con questo piano, nonostante la mia diagnosi e il mio intervento imminente … Il mio umore continuava a fluttuare tra gioia e tristezza, tra gioia e parole infastidite, con un modo di comportarmi che non mi piaceva”.

Una sera nella baita, Anita disse, “Svein, tu puoi andare nella sauna assieme ai ragazzi, così io mi corico un po’ e recupero un po’ di forza per domani”. Citazione da alcune note di Anita: “Quando andai a letto, era ovvio per me che dovevo veramente darmi una raddrizzata per diventare la madre che volevo che i miei figli avrebbero ricordato se dovevo morire come pensavo, e la moglie che Svein meritava. Non volevo che nessuno rimanesse con brutti ricordi. Così piegai le mie mani e pregai a Dio come mai prima di rimuovere tutti i pensieri distruttivi e i miei modi negativi, affinché nessun pensiero amaro o cattivo e nessuna negatività avrebbe prevalso, ma che avrei potuto vivere in modo tale da essere un buon esempio nel pieno della mia situazione difficile. Allora avvenne qualcosa che non riesco a spiegare. Fui riempita di pace e gioia e fede che sarebbe andato bene, e quella sera mi addormentai serenamente”.

Anita usò consapevolmente la forza della preghiera per giungere a riposo, e per mettere sotto i suoi piedi i pensieri pesanti, di preoccupazione per il futuro, ecc. Dopo questo giorno non lasciò che le sue situazioni l’abbattessero.

Gli anni successivi, dai 26 ai 50 anni, Anita fu sottoposta ad una serie di interventi seri e complicati. Durante tutto questo, fu preservata da tutta l’amarezza e da tutte le forze distruttive. La preghiera era un’arma giornaliera per mantenersi in pace e riposo. Si riconciliò con la sua vita, piena di gratitudine, di pace e di gioia nella vita, e considerò ogni giorno come un dono da Dio.

Una nuova citazione da Anita: “L’amarezza è qualcosa che cerca di entrare velocemente con forza. I pensieri semplicemente vengono su. La parola ‘perché’ è una parola pericolosa da far entrare nella mente. Non viene mai nulla di buono dal rimuginare sul perché io dovevo subire questo destino. … Grazie alla mia fede, ho Dio dal quale ricevo potere e forza. Senza Dio, una vita felice con questa malattia sarebbe stata molto più difficile. Posso credere che il giorno della mia morte sia deciso. Pertanto, devo vivere i giorni che mi sono stati dati nel miglior modo possibile, e tutto quello che incontro sulla mia via è un’educazione per la vita che viene dopo la morte”.

Forza dalla Parola di Dio

Uno dei versetti nella Bibbia che era molto caro ad Anita, e che è stato di grande aiuto per lei, era Isaia 40:29: “Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato.” Citazione di Anita: “Ho sperimentato questo molte volte, ed utilizzo la forza della preghiera giornalmente. Dipendo dall’aiuto di Dio e dalla pace e il riposo che dà in mezzo alle prove”.

Un altro versetto che fu vitale per lei era 2 Corinzi 4:16, “Perciò non ci scoraggiamo;  ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno”. Questo nuovo essere interiore, questa pienezza di gloria – la vita di Gesù che si deve formare nelle nostre circostanze, era qualcosa che riuscimmo a sperimentare in grandissima misura in Anita. Lei era piena di gratitudine per la vita, e usò ogni giorno come se fosse l’ultimo, e benedì ed era buona con le persone che incontrò sulla sua strada.

I frutti dello Spirito in Galati 5:22-23 emersero dalla sua vita, come sta scritto: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo. “In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini”, come sta scritto in Giovanni 1:4.

Molti che la incontrarono sul suo percorso notarono questa gratitudine che splendeva dalla sua vita. Grazie ad una fede salda, tramite la forza della preghiera e nel credere che i piani di Dio con noi sono perfetti, è veramente possibile vivere una vita eccelsa nonostante le grandi prove e tribolazioni. La nostra cara moglie e madre Anita è deceduta per questa malattia il 15 luglio, 2017, ma era elevata nello spirito, fino all’ultima ora della sua vita.

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