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Il nostro Maestro di giustizia

Il nostro Maestro di giustizia

La vita di Gesù è stata l’ultima lezione di giustizia, e lui ci ha mandato un aiutante per insegnarci a imparare la sua giustizia.

La giustizia di Gesù

È stata un’enorme benedizione, un incoraggiamento e un’ispirazione per i discepoli stare insieme a Gesù. Hanno ascoltato la sua saggezza e sono stati in grado di toccare con mano e vedere la Parola della vita! (1 Giovanni 1:1.) Sentivano che le parole pronunciate da Gesù erano vivificanti. Molti dei farisei e dei sadducei investigavano le Scritture pensando di ottenere per mezzo d’esse la vita eterna, ma non erano disposti ad andare da Gesù per trovarla! (Giovanni 5:39-40.) Se vogliamo la vita, dobbiamo andare da Gesù. Dobbiamo cominciare a bere dall’acqua viva che è in lui, in modo che diventi una fonte dentro di noi! Poi può scorrere verso coloro che ci ascoltano. E questa sarà una benedizione incredibilmente grande.

Per questo i discepoli hanno avuto un po’ di paura quando hanno sentito che Gesù stava per andarsene. Pietro gli disse persino: “Questo non ti accadrà!” Ma Gesù sapeva che doveva essere sacrificato, ed è per questo che disse a Pietro, che era forse il suo miglior discepolo: “Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».” Matteo 16:21-23. Questo era molto chiaro per lui. Conosceva la via e dove doveva andare.

Lo Spirito Santo: Il Maestro della giustizia

Ma per confortare i discepoli disse loro, “Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.” Giovanni 16:7. Gesù stesso era un’opera di Dio, dello Spirito eterno che era in Dio. E ora lo Spirito Santo contiene la vita di Gesù; lui dà vita. E sta facendo in noi lo stesso lavoro che Dio aveva fatto in Gesù. Lui è il Maestro della giustizia, e dove si manifesta la giustizia si troverà riposo ed è un bene per le persone essere lì.

Ci sono rivolte e proteste in tutto il mondo proprio perché coloro che dovrebbero essere al comando e governare, fanno le cose in modo ingiusto. I disordini e i problemi ne sono la diretta conseguenza. Ma quando il Maestro della giustizia ci insegna a fare ciò che è giusto, allora è buono e benedetto e la benedizione di Dio viene su di noi.

Otteniamo questa pienezza della benedizione quando impariamo da Gesù a diventare gentili, o mansueti e umili di cuore, per esempio. (Matteo 11:29.) Non siamo così per natura, è qualcosa che dobbiamo imparare. Non riceviamo la mitezza come un dono che scende dal cielo. È lo Spirito Santo che ci insegna ad essere miti. Lo Spirito ci parla della nostra vita e di dove c’è il peccato che deve essere messo a morte dallo Spirito. E poi entriamo in uno sviluppo in Dio e le cose che appartengono al Signore emergono sempre più in noi. In questo modo diventeremo una grande benedizione per le persone.

“Colui che vince”

Quindi, non è una questione di comprensione e intelligenza. Si tratta di credere in Dio e di essere abbandonati completamente alla sua volontà. Allora impariamo la giustizia. Lo Spirito ha parlato a tutte le sette chiese dell’Asia: “Chi vince lo farò sedere presso di me sul mio trono.” Una delle promesse gloriose per coloro che hanno vinto è questa, che saranno seduti con lui sui troni a giudicare le tribù di Israele. (Apocalisse 3:21; Matteo 19:28.)

“Come anch’io ho vinto”, ha detto. Questa è l’intenzione. In altre parole, dobbiamo essere come Gesù, conformi alla sua immagine. (Romani 8:29.) Nel secondo e terzo capitolo dell’Apocalisse vediamo molto chiaramente in cosa consiste questa vita. Tutto ci porta alla vittoria sul peccato. Allora avranno luogo in noi una nuova vita e un glorioso sviluppo.


Questo articolo è basato su un discorso tenuto da 
Kaare J. Smith il 18 novembre 2019

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