Sii un Iabes!

In 1 Cronache 4, sepolta tra una lista di nomi di famiglia c’è una straordinaria preghiera di un uomo di nome Iabes.

Sii un Iabes!

Sii un Iabes!

Iniziate a leggere 1 Cronache 4 e la vostra reazione iniziale potrebbe essere: “Oh no, un altro capitolo come tanti altri in Cronache dove fanno solo una lunga lista di alberi genealogici. Piuttosto preferisco saltare questo capitolo …”.

Ma leggendo i nomi della famiglia di Giuda, elencati uno dopo l’altro, si arriva ai versetti 9 e 10, che si staccano dall’elenco, affermando:

“Iabes fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre lo aveva chiamato Iabes [In ebraico significa “fa dolore”], perché diceva: «L’ho partorito con dolore».  Iabes invocò il Dio d’Israele, dicendo: «Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!» E Dio gli concesse quanto aveva chiesto.” 1 Cronache 4:9-10.

E poi il capitolo continua così come è iniziato, con una lunga lista di nomi, che fa risaltare ancora di più i versetti 9 e 10.

Perché è stato menzionato Iabes?

Dio era così entusiasta di Iabes, che si era rivolto a lui in preghiera e gli aveva chiesto aiuto, che gli diede semplicemente quello che aveva chiesto e si assicurò che fosse menzionato al centro di una lista di nomi di famiglia, che si trovava al centro di un libro pieno di liste di nomi di famiglia.

Che cosa è stato, dal punto di vista di Dio, quello che ha fatto “distinguere dalla folla” Iabes?

Ci sono alcuni versetti del nuovo testamento che potrebbero darci un indizio. Descrivono anche un giovane che si è distinto dalla folla, forse per le stesse ragioni di Iabes. Filippesi 2:19-22 parla di un giovane di nome Timoteo:

“Ora spero nel Signore Gesù di mandarvi presto Timoteo per essere io pure incoraggiato nel ricevere vostre notizie. Infatti non ho nessuno di animo pari al suo che abbia sinceramente a cuore quel che vi concerne. Poiché tutti cercano i loro propri interessi, e non quelli di Cristo Gesù. Voi sapete che egli ha dato buona prova di sé, perché ha servito con me la causa del vangelo, come un figlio con il proprio padre.”

Timoteo, come Iabes, era qualcuno di cui Dio era entusiasta, perché era l’unico, insieme a Paolo, a non cercare i suoi benefici e i suoi interessi a quel tempo. Aveva veramente rinunciato a vivere una vita egocentrica, in cui tutte le sue decisioni e le sue azioni erano motivate da ciò che riteneva fosse meglio per lui. Piuttosto, aveva deciso di scoprire cosa Gesù volesse che facesse e poi ha fatto solo questo.

Hai mai pensato di essere troppo giovane per servire Dio? Questo articolo potrebbe farti cambiare idea.

Egoista per natura

È naturale per tutti noi vivere una vita egocentrica. Infatti, è stato detto che un neonato è al 100% egocentrico, poiché è concentrato solo sui propri bisogni e desideri. Non ha alcuna consapevolezza o considerazione dei bisogni o dei piaceri di coloro che gli stanno intorno, e non è nemmeno in grado di farlo. Ma quando un bambino cresce, diventa consapevole di ciò che lo circonda e impara a interagire con gli altri, gli viene insegnato a condividere, aiutare e ad essere gentile.

Per natura, l’unico obiettivo di un bambino è di solito il divertimento, l’intrattenimento e l’ottenimento del più possibile di tutto ciò che è piacevole per se stesso. Questo è un fenomeno comune anche tra gli adolescenti, e purtroppo anche tra gli adulti.

Quanti bambini e giovani hanno pensieri come questo e agiscono di conseguenza? “Sono sicuro che mio padre, mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle hanno bisogno di aiuto in qualcosa oggi. Mi chiedo cosa posso fare per rendere loro le cose più facili? Non voglio essere causa di frustrazione e stress per chi mi sta intorno”.

Quanti adulti si rendono conto che l’egoismo è una delle cause di conflitto sul posto di lavoro o nelle relazioni, dove nessuna delle due parti è disposta a rinunciare alle proprie opinioni, desideri e richieste? Ci sono molti esempi che possono illustrare come noi, da bambini, giovani e alla fine anche da adulti, possiamo causare sofferenza a chi ci circonda a causa del nostro egoismo, in misura minima o anche grande.

La domanda è: quanti di noi si sono resi conto che le nostre azioni egoistiche possono causare dolore agli altri? Quanti di noi vedono il proprio egoismo e cominciano a soffrire per il modo in cui pensiamo e ci comportiamo? Forse molti di noi hanno appena imparato dei modi intelligenti di manipolare le persone e le situazioni in modo da ottenere ciò che vogliono alla fine, anche a spese degli altri, senza necessariamente vivere una vita palesemente “cattiva”.

Distinguiti dalla massa!

Iabes supplicava Dio di tenerlo lontano dal male, affinché non causasse dolore e sofferenza a coloro che lo circondavano. Questo lo rendeva più onorevole dei suoi fratelli, ed è per questo che Dio ha semplicemente accolto la sua richiesta. Da quel momento in poi, Dio lo ha aiutato ad essere una benedizione per l’ambiente circostante.

Sii dunque un Iabes – un giovane di cui Dio è entusiasta! Sii una persona giovane che è più onorevole della maggior parte delle persone che ti circondano – nella tua famiglia, a scuola o sul posto di lavoro – non perché sei migliore degli altri, ma perché sei abbastanza onorevole da ammettere che hai bisogno dell’aiuto di Dio. Sii abbastanza umile da rivolgerti a Dio in preghiera, come fece Iabes, chiedendogli seriamente aiuto per vincere ogni male. Parla a Gesù come fece Timoteo, in modo da scoprire cosa vuole che tu faccia nelle diverse situazioni della vita.

Quando Dio guarda l’umanità, ti distinguerà dalla folla, e ti darà semplicemente ciò che chiedi, proprio come ha fatto per Iabes!

Il nostro peccato e la nostra superbia causano dolore e sofferenza a noi stessi e a coloro che ci circondano. Abbiamo bisogno, come Iabes, di avere Dio dalla nostra parte, in modo da porre fine a tutto il dolore che causiamo.

Sii un Iabes!

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