Beati quelli che piangono, perché sono consolati

Quando Gesù disse: “Beati quelli che piangono, perché sono consolati”, ci ha fatto una promessa fenomenale!

Scritto da Elias Aslaksen
Beati quelli che piangono, perché sono consolati

“Beati quelli che piangono, perché sono consolati.” Matteo 5,4.

Tutto può essere compreso correttamente e tutto può essere frainteso. Purtroppo di solito ci sono molti più fraintendimenti di una corretta comprensione della parola di Dio. Tutti i peccatori sono molto ottenebrati, molto più di quanto sappiano.

Beati quelli che piangono – con tristezza secondo Dio

Le meravigliose parole di cui sopra sono facilmente fraintese. La maggior parte delle persone che piangono non ricevono consolazione, proprio perché la loro tristezza non è affatto una tristezza gradita a Dio, ma al contrario una tristezza altamente inutile e dannosa!

La tristezza gradita a Dio, che ci fa ricevere vera consolazione ed essere felici, è che siamo addolorati di fare le nostre cose così male, cioè le nostre azioni, sì, una tristezza dovuta al fatto che non siamo neanche lontanamente così come dovremmo essere, come la parola di Dio ci insegna e ci esorta in tutti i campi possibili. (2 Corinizi 7,9-11.)

Questo piace a Dio, tanto da darci una vera ed efficace consolazione, di modo che diventiamo immediatamente felici, poiché non sta scritto “sarà benedetto”, ma è benedetto.

E l’unica consolazione sufficiente per tutti coloro che hanno su di sé questa tristezza gradita a Dio, è la certezza da parte di Dio che si riuscirà a diventare completamente come Dio vuole che siamo, qui nel tempo di grazia.

Poiché crediamo a questa sua vera consolazione, iniziamo immediatamente a provare beatitudine, molto prima di prendere parte a tutte le cose gloriose di cui siamo sicuri di prendere parte, proprio perché abbiamo persistentemente dentro di noi una tristezza così gradita a Dio.

Questa tristezza agisce come una calamita che attira a noi il contenuto del regno di Dio e nelle profondità del nostro cuore. Così veniamo trasformati nel nostro essere interiore. Sia lodato il Signore!

Ciò che seminiamo, lo raccogliamo

Ma – proprio come a Dio piace ed apprezza questo nobile dolore e dispiacere e questa insoddisfazione su noi stessi, proprio così Dio è adirato perché siamo insoddisfatti degli altri, e ci lamentiamo di loro e piangiamo per loro, invece di piangere per il fatto che noi stessi abbiamo difficoltà a sopportarli e a preservare l’amore verso di loro, ecc.

Criticarli e giudicarli invece di giudicare noi stessi è una delle cose peggiori che possiamo fare. – Sì, può essere così brutto che si può persino criticare e giudicare Dio stesso, poiché si è insoddisfatti della sua guida! Non si è consapevoli di quello che si sta facendo effettivamente!?

Pensa: Si giudica tutto e tutti e anche Dio stesso, invece di giudicare sé stessi!

Tutto segue esattamente le leggi dello Spirito della vita! Quello che seminiamo, lo raccogliamo. Per esempio: “Date, e vi sarà dato! Luca 6,38. “…chiunque si abbasserà sarà innalzato, che lo voglia o no. Matteo 23, 12. “Beati quelli che piangono, perché sono consolati.” Matteo 5,4. “… quelli che sono affamati e assetati di giustizia [anche dopo aver fatto in tutti i modi ciò che è giusto e buono]… saranno saziati. Matteo 5,6.

E questo è così sicuro, così sicuro, così sicuro! Sì, tanto che non può solo accadere, e che accade soltanto, ma che non può essere evitato!


L’articolo è stato pubblicato per la prima volta con il titolo “Beati quelli che piangono, perché sono consolati” nella rivista della chiesa della BCC “Skjulte Sjkatter” nel febbraio 1985.
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