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Scegliere la fede: È ora di mettere la fede in azione!

Parte 3: Non era il momento di fare la parte della vittima e annegare nella situazione.

Questa è la 3ª parte della testimonianza di Rachel. Clicca qui per la parte 1 e qui per la parte 2.

“Ma Davide, vedendo che i suoi servitori bisbigliavano tra di loro, comprese che il bambino era morto…  Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si unse e si cambiò le vesti; poi andò nella casa del SIGNORE e vi si prostrò; tornato a casa sua, chiese che gli portassero da mangiare e mangiò. I suoi servitori gli dissero: «Che cosa fai? Quando il bambino era ancora vivo digiunavi e piangevi; ora che è morto, ti alzi e mangi!» 2 Samuele 12:19-21.

Questo versetto mi ha colpito. C’è stato un periodo di preghiera e di sofferenza. Ma quando abbiamo scoperto che Sebastian aveva una patologia, che era malato e che questa era la nostra sorte nella vita per tutto il tempo che Dio aveva deciso, era il momento di “lavarsi e rialzarsi”. Smettere di desiderare qualcosa che non c’era, e accettare che era così che sarebbe stato. Avevo i miei piani, ma la volontà di Dio per noi è di prosperare e crescere anche in mezzo alle nostre prove. Non era il momento di fare la parte della vittima e annegare nella situazione.

Trovare la libertà

La nostra vita cambiò drasticamente. Speravo di tornare al lavoro, o di laurearmi, e non vedevo l’ora di farlo. Quando nostro figlio si ammalò, questo non fu possibile, ed era come se la “mia” vita fosse stata messa in attesa. Divenne così ovvio per me che Dio avesse il controllo. Dio aveva permesso questo, accettalo, prendi il toro per le corna e continua ad andare avanti. Era giunto il momento di affrontare questa difficile situazione. Il piano di Dio non è che io debba piangere per sempre, piangere soltanto per la mia situazione.

(L’articolo continua dopo il video)

 

In realtà, non appena avevo riconciliato la mia situazione con Dio, trovai molta libertà in essa.

Non avevamo risposte dai professionisti, così Dio mi diede la possibilità di lottare per Sebastian, di diventare il suo medico, e così ho fatto. Ho passato ore e ore a fare ricerche e a testare attraverso prove ed errori, e questo è ciò che ci ha portati sulla strada per trovare le cose che stavano iniziando a guarirlo. Vorrei inoltre sottolineare che non solo abbiamo ottenuto le risposte di cui avevamo bisogno, ma è stato anche un salvavita per la mia salute mentale. Dio mi conosceva e non mi ha lasciata in sospeso. Ho scoperto che mi piaceva fare ricerche!

Abbiamo trovato un medico al di fuori dello stato che si stava specializzando nella malattia di Sebastian e faceva trattamenti di prova. Sebastian era il paziente più giovane fino a quel momento ad entrare nelle sperimentazioni. Qualsiasi cosa positiva che abbiamo visto è arrivata grazie a questo trattamento. Il fatto che l’abbiano accettato è stato di per sé un miracolo. Anche se ha avuto successo, è stato un piano di trattamento così delicato e difficile che non prendono più bambini, e hanno una lunga lista d’attesa. Così possiamo vedere che c’era la mano di Dio in tutto ciò!

Il piano di infinita saggezza di Dio

Non avrei mai ricevuto quell’intuizione di iniziare a studiare per lui se fossi stata impegnata a lamentarmi e a desiderare qualcos’altro. Ho consegnato la situazione a Dio. Ma non in maniera rassegnata, “guai a me”. L’ho data a Dio e mi sono alzata, pronta all’azione.

Chiedere “Perché?”  è un pozzo senza fondo. Ti mantiene stagnante e non permette la crescita e non lo permette a Dio. Ma non ho potuto sperimentare l’infinita saggezza di Dio finché non ho lasciato andare le mie opinioni. Poi la sua strada è diventata chiara e ho iniziato a vedere cose che non avrei potuto fare o vedere con le mie forze.

Attualmente stiamo continuando a imparare la nostra nuova normalità. Sebastian ha ancora i suoi giorni buoni e giorni cattivi e col tempo più buoni che cattivi. È il nostro figlio più malato e più agitato, e tipicamente l’anima della festa. È ancora sotto trattamento per un paio di volte al mese e dovrà continuare così per alcuni anni. Sono grata per la saggezza di Dio e che ha un piano per noi, e che la nostra vita è interamente nelle sue mani. Non dobbiamo mai sentirci oppressi o appesantiti, ma possiamo rallegrarci in lui e nel suo amore per noi.

Questa è la 3ª e ultima  parte della testimonianza di Rachel. Clicca qui per la parte 1 e qui per la parte 2.

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