Sono legato da cosa pensano gli altri di me?

Cercare onore dalle persone crea tantissima agitazione, ma abita profondamente in ogni essere umano. Come possiamo liberarcene?

Scritto da Connie Christensen
Sono legato da cosa pensano gli altri di me?

Una tendenza radicata profondamente nell’essere umano è il voler avere “credito” per le cose che diciamo e facciamo. Con la caduta nel peccato originale il peccato è entrato nella natura umana e quindi anche le nostre migliori azioni, se non sono operate da Dio, sono contaminate dal peccato. Il punto è che non possiamo fare nulla da noi stessi che sia veramente degno di ricevere onore.

Un grande nemico è stato, e ancora è, avere il riconoscimento dalle persone attorno a me. Perché questo mi lega e mi controlla tanto che non sono libero di fare il bene che Dio opera in me, e che voglio fare.

Se ho fatto qualcosa di buono che è stato operato da Dio, come essere ubbidiente a un versetto delle scritture che è diventato chiaro per me, allora l’onore è di Dio e non mio.

Nonostante questa comprensione stia lì come un buon fondamento nella mia vita, questo decisamente non significa che non sarò mai tentato dal cercare onore. Poiché io sono tentato, se non sono consapevole della mia natura, i miei pensieri sono impegnati con come appaio agli occhi degli altri. La tentazione nasce nella mia mente, ed è lì che deve essere combattuta.

Come può essere combattuta la tentazione?

Una parte importante della completa armatura di Dio è indicata in Efesini 6:17, la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio. Per me personalmente, si è dimostrata essere l’arma più efficace contro le tentazioni e quindi anche contro i pensieri di ricevere onore dalle persone. La cosa buona della Parola di Dio, o le scritture, è che possono essere usati ripetutamente. La spada non è monouso. E funziona ogni volta.

Ci sono alcune scritture che ho usato quando si sono presentati pensieri del cercare onore. Il primo è in 1 Corinzi 4:7: “Infatti, chi ti distingue dagli altri?  E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto?  E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l’avessi ricevuto?” Questa è una grande arma! Spesso dico a me stesso, “Che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto?” La risposta è: Niente. Tutto è per la grazia di Dio e tutto l’onore appartiene a lui. Se cerco credito ovunque, rubo qualcosa che non mi appartiene. Se do la gloria a Dio, tutto finisce nel posto giusto e ricevo una straordinaria pace dal pesante peso di vivere al cospetto degli uomini con le cose che faccio.

Un’altra scrittura che ho usato come arma è Romani 3:27: “Dov’è dunque il vanto?  Esso è escluso.  Per quale legge?  Delle opere?  No, ma per la legge della fede” Anche Galati 1:10, “Vado forse cercando il favore degli uomini, o quello di Dio?  Oppure cerco di piacere agli uomini?  Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.” E questo è quello che voglio dopotutto. Essere un servo di Cristo che può fare il bene e benedire coloro che incontro sulla mia strada.

Il mio obbiettivo deve essere cercare la gloria di Dio, lasciare che lui mi guidi e trovare la sua volontà con la mia vita. E in ogni caso l’obbiettivo non deve essere di lasciarmi controllare dall’opinione e l’onore degli altri.

Cosa dice Dio?

Le opinioni delle persone cambiano; a volte ti lodano in modo incredibile, altre volte puoi essere criticato. Non è questo l’importante, ma piuttosto cosa Dio dice della mia vita e le mie motivazioni.

A volte sono ancora tentato di cercare onore dalle persone, per esempio, pensando che ho fatto qualcosa veramente bene, o gonfiandomi quando sono lodato o avendo timore delle critiche e che si parli negativamente di me. Ma ciò che è così grande è che conosco il mio nemico e conosco le mie armi, e so come combattere. Allora il mio cuore e la mia mente possono essere conservati puri, e questo porta felicità e gioia. Questo mi libera per sentire ciò che Dio mi vuole dire.

Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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