La buona guida del samaritano per amare il tuo prossimo

La parabola del buon samaritano parla dell’amare il prossimo. Ma chi è il tuo prossimo?

Scritto da Kathryn Albig
La buona guida del samaritano per amare il tuo prossimo

Il buon samaritano: Ama il tuo prossimo

Gesù ci dice che l’amore per il tuo prossimo è di estrema importanza; infatti è secondo per importanza soltanto all’amore per Dio. (Matteo 22:37-39.)

“«E chi è il mio prossimo?»   Gesù rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.  Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, ma quando lo vide, passò oltre dal lato opposto. 

Così pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma passò oltre dal lato opposto. Ma un Samaritano, che era in viaggio, giunse presso di lui e, vedendolo, ne ebbe pietà;  avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda… Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?»  Quegli rispose: «Colui che gli usò misericordia». Gesù gli disse: «Va’, e fa’ anche tu la stessa cosa». Luca 10:29-37.

Chi è il mio prossimo?

La storia del buon samaritano ci mostra che il vero prossimo non ha nulla a che fare con la vicinanza. Il mio prossimo è chiunque incontri sul mio cammino nella vita. Come discepolo, tutti quelli che incontro dovrebbero assaporare in me l’amore di Cristo, affinché lui possa essere glorificato attraverso di me. “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.  Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri». Giovanni 13:34-35.

Un sacerdote e un Levita passarono e scelsero di non aiutare. Questi erano uomini che probabilmente avrebbero detto di aver osservato tutti i comandamenti, compreso l’amore per il prossimo. Ma quando si trattava del momento in cui il prossimo aveva bisogno, quando nessuno poteva vederli fare una buona azione, allora il loro amore fallì. Il vero amore non è compiere buone azioni per mantenere una buona coscienza. Il samaritano fu il vero prossimo perché mostrò misericordia e compassione, anche se non aveva nulla da guadagnarci.

Da samaritano, popolo disprezzato dagli ebrei, avrebbe potuto sentire di non aver alcun obbligo di fermarsi ad aiutare. Infatti, si potrebbe quasi dire che non avrebbe potuto essere biasimato affatto se avesse continuato a camminare, come avevano fatto il Levita e il sacerdote. Ma lui si è fermato e ha superato ciò che ci si aspettava da lui, per aiutare. Questo era vero altruismo e amore.

E così “il buon samaritano” è diventata una frase per chi va oltre per aiutare qualcuno nel momento del bisogno. Ma il momento del bisogno non è sempre un incidente drammatico. Il momento del bisogno di qualcuno può essere quando ha bisogno di sperimentare pazienza, compassione o dolcezza piuttosto che irritazione, durezza o parole aspre.

Quando Gesù vide le moltitudini, si commosse in compassione per loro. (Matteo 9:36.) Sono compassionevole verso il mio prossimo? O lascio che le loro stranezze, le loro abitudini, le loro debolezze, e persino il loro peccato, diventino per me ragione di contesa? Indurisco il mio cuore agli altri, e nel mio orgoglio e nella mia superbia penso di essere migliore di loro? Li considero nulla o ho pretese verso loro che siano in un certo modo per poterli amare? O li stimo superiori a me stesso, e divento un servitore di tutti? (Filippesi 2:3; Marco 9:35.)

Ama il tuo prossimo come te stesso

“Ama il tuo prossimo come te stesso” è il comandamento. Questa può essere la mia intenzione, ma poi trovo che, come scrive Paolo in Romani, quando voglio fare il bene, il male si trova in me. Trovo cose come il cercare me stesso, l’invidia, l’orgoglio, l’impazienza, l’amarezza. Ma questo non significa che devo cedere a queste cose! Questo significa che ho trovato l’occasione perfetta per rinnegare quelle concupiscenze e resistere alle tentazioni, in modo che i frutti dello Spirito possa crescere nella mia vita. Quando camminerò nello Spirito e non realizzerò quelle concupiscenze che vengono dalla carne, allora crescerò nelle virtù, per mezzo delle quali potrò amare il prossimo. Amore sincero, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fedeltà, dolcezza, autocontrollo.

“Ama il tuo prossimo come te stesso. Quante volte sono caduto, ho commesso errori, ho detto o fatto qualcosa di cui mi pento? Quando sono in difficoltà, quando ho bisogno di compassione, misericordia e bontà, non spero che gli altri mi sopportino, mi aiutino e mi sostengano? Gesù non non ha avuto pazienza con me con le mie debolezze? Non mi ha dato possibilità, dopo possibilità, dopo possibilità? “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati!” È necessario che io sia ubbidiente ai comandamenti di Gesù: “E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro! Luca 6:31.

Questo è il tipo di amore di cui Paolo scrive ai Corinzi. L’amore che è longanime e gentile. L’amore che non invidia, non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male. L’amore che soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa, e non verrà mai meno. (1 Corinzi 13:4-8.) Questo tipo di amore non è naturale. Il mio ego deve essere schiacciato per poter avere questo amore che non viene mai meno. E non posso farlo con le mie forze. Ho bisogno di aiuto, grazia e forza dall’alto. E con quella forza posso avere un amore invincibile.

Questo non significa che l’altra persona sia sempre nel giusto. Ma niente di quello che gli altri fanno dovrebbe allontanarmi dall’amore. Allora posso aiutare, incoraggiare, esortare, e spingerli al bene con amore.

Il buon samaritano era “colui che ha mostrato misericordia”. Posso essere in questo buono spirito samaritano in tutte le mie interazioni e relazioni. Questo è il vero cristianesimo.

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Scritture tratte da New King James Version®. Copyright © 1982 di Thomas Nelson. Utilizzate con autorizzazione. Tutti i diritti riservati.

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